domenica 13 settembre 2015

Expo Milano 2015... visita a prova di bimbo.

Finalmente ieri siamo stati a visitare Expo Milano 2015.
Onestamente ero un po' scettica prima di visitarlo, soprattutto perché temevo che andarci con una bambina di 10 mesi fosse molto complicato e poco adatto ed invece mi sono proprio dovuta ricredere.

Expo Milano 2015 offre una serie di servizi che rendono la visita delle famiglie funzionale, semplice e... a prova di bimbo.
Innanzi tutto un Welcome kit (per bambini da 0 a 3 anni) che viene distribuito dallo staff prima dei tornelli di sicurezza, unitamente al biglietto gratuito d'ingresso, nel quale vengono riportate le indicazioni logistiche su tutti i punti/servizi di Hospitality dedicate alle famiglie.

Scaricando invece l'App di Chicco si potrà avere una mappa delle Aree Nursery, attrezzate da Chicco, in cui viene fornito tutto il necessario per l'allattamento ed il cambio dei piccoli, presenti in tutte le Aree di Servizio e le toilette degli spazi di ristorazione di Eataly.
Inoltre presso i punti di ristoro Eataly, Tracce, Chiccotosto, Viavai, Let's a toast e Aroma ci sono a disposizione seggiolini, scalda biberon e scalda pappa.

Grazie a Chicco, attraverso prenotazione su App, è anche possibile usufruire di passeggini di cortesia che sono posizionati nella "Welcome Area" posizionata prima dei fornelli all'ingresso ovest Triulza.

L'attenzione per i bambini comunque non finisce qui, ma si nota ad ogni stand e nell'attenzione di tutto il personale, che non lascia mai da solo il visitatore.
L'ingresso ai singoli Padiglioni è privilegiato per le carrozzine e purtroppo ieri mi è capitato troppo spesso di vedere scene di bambini un po' troppo grandi per andare sul passeggino e con un po' tanta gente al seguito, ma sorvoliamo! 



Per quanto riguarda i Padiglioni purtroppo quelli che ho visto sono stati pochi, un po' per la quantità comunque incredibile di gente, un po' perché ci siamo soffermati molto al Padiglione Zero che è assolutamente da vedere. 
Progettato dall’architetto Michele De Lucchi, lo spazio è diviso in 9 aree tematiche ed è un viaggio attraverso la storia dell'uomo, dal punto di vista dell'alimentazione e dell'agricoltura.


La prima sala tematica è dedicata all'Archivio della Memoria. Nella sala incombe un grande archivio di legno somigliante alla struttura di un’antica biblioteca di ispirazione rinascimentale, munita di tanti cassetti, come a rappresentare la memoria conservata dei rituali e delle usanze alimentari che si sono susseguite nei millenni.

L'area successiva ruota intorno a caccia, pesca, agricoltura e pastorizia, le arti attraverso cui l'uomo ha conosciuto la Natura, mettendola a proprio servizio. Nella stessa area è presente un grande albero alto circa 23 metri, la cui chioma fuoriesce dal soffitto e svetta oltre il tetto del padiglione.

La terza sala ospita un’installazione che comprende una selezione di semi coltivati nelle principali piantagioni della terra. 
Il tour continua nella sala degli animali che che sta a rappresentare una grande arca, dove sono riprodotte a grandezza naturale e di colore bianco molte specie di animali, che nei secoli gli uomini hanno allevato o cacciato.

Uscendo da questo ultimo ambiente si accede alla Valle della civiltà, che comprende il cortile interno del padiglione.

Si passa poi nell’area degli strumenti che si presenta sotto forma di campo arato delimitato da muretti a secco, a stabilire la nascita dei primi spazi geometrici e di proprietà privata in agricoltura. Al centro della stessa si erge una riproduzione di un antico mulino, e appesi come a fluttuare, attrezzi, utensili e strumenti utilizzati dai contadini nel passato per coltivare la terra.

Si arriva quindi alla zona dedicata alla rivoluzione industriale un grande plastico che mostra come l’uomo ha influito pesantemente sulle modifiche dell’ambiente cambiando anche il modo di produrre il cibo.

L’allestimento successivo è caratterizzato da un maxi-schermo  sul quale sono presentate le oscillazioni di prezzo del cibo e che vuole porre l'attenzione su come gli alimenti siano ormai solo merci da vendere, attraverso le quali comunicare effimeri valori di scambio.

La stanza successiva porta a riflettere sullo spreco del cibo, uno dei temi primari di Expo 2015. Parte del pavimento della sala è coperto da una collina formata da rifiuti quotidiani

Il tour del Padiglione Zero si conclude con una sala dedicata a dei modelli positivi in una società di agricoltori e produttori alimentari, mentre nella seconda sala è proiettato un video che spiega con dei racconti visivi i cinque migliori progetti di collaborazione per lo sviluppo alimentare. 


Il padiglione è assolutamente da visitare ed è, per ciò che ho visitato fino ad ora, l'unico che sviluppa il vero tema dell'Expo e l'approccio progettuale che si era immaginato Carlo Petrini, fondatore di Slow Food

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